Mozione Proposta di legge 19/03/2009

Brescia, 19 marzo 2009

 

 

 

Al Presidente del Consiglio Provinciale

Avv. Bruno Faustini

 

Ai Capigruppo consiliari

 

Loro Sedi

 

 

  

 

MOZIONE

PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL CONSIGLIO REGIONALE AI SENSI DELL’ART. 34 DELLO STATUTO DELLA REGIONE LOMBARDIA E 121 DELLA COSTITUZIONE

 

La Provincia di Brescia, prima fra le provincie dello stato italiano per estensione territoriale, con un numero di abitanti superiore ad alcune regioni italiane ed europee, e con un PIL che la pone fra le realtà trainanti dell’economia continentale, puo’ a tutti gli effetti considerarsi  Regione d’Europa. Forte di un’identità storica e di una specificità economica,  alla pari di realtà quali la Baviera,  il Baden Wurttenberg.e il Canton Ticino, la parte Lombarda della

Confederazione Elvetica

La vicinanza della Provincia di Brescia a Stati Federali, regioni a Statuto Speciale  ed in particolar modo la continguità geografica e culturale  con la confinante Provincia Autonoma di Trento pone la comunità bresciana in una condizione di sofferenza economico sociale, ne sono una dimostrazione le rivendicazioni dei numerosi comuni montani confinanti con la Provincia stessa nonché le richieste di referendum finalizzati all’aggregazione amministrativa alla attigua Provincia Autonoma.

In questi anni la  Provincia di Brescia, che ha sperimentato e esteso alle vicine  Provincie lombarde un proprio  modello di sviluppo, rischia un declino economico irreversibile per effetto della congiuntura economica internazionale e per un centralismo anacronistico che impone i suoi tempi a chi come la provincia bresciana è in grado di correre di piu’ e meglio della nazione italiana e in alcuni casi della stessa entità regionale, declassata a sportello periferico dello stato centrale attraverso logiche che incanalano la quasi totalità delle risorse del bilancio regionale e provinciale su percorsi prestabiliti dai governi centralisti.

A fronte di quanto esposto e al fine di consentire   alla comunità bresciana  di continuare ad essere protagonista in Europa, la  Provincia di Brescia deve vedersi riconosciuto il diritto all’autonomia attraverso uno specifico Statuto Speciale e forme di autogoverno previste dai trattati internazionali al pari della confinante Provincia Autonoma di Trento

Si propone ’autogoverno della comunità bresciana (1.200.000 cittadini europei) al fine di applicare integralmente l’atto finale della Conferenza di Helsinki sulla sicurezza e cooperazione in Europa, in cui all’articolo 8 recita:” Gli stati partecipanti rispettano l’uguaglianza dei diritti dei popoli e il loro diritto all’autodeterminazione…In virtu’ del principio dell’ uguaglianza dei diritti all’autodeterminazione dei popoli, tutti i popoli hanno sempre il diritto, in piena libertà di stabilire quando e come desiderano, il loro regime interno ed esterno, senza ingerenza esterna e di perseguire come desiderano il loro sviluppo politico, economico, sociale e culturale” secondo quanto gia’ auspicato dalla Comunità Europea che nel livello NUTS1 (Nomenclatura delle unità territoriali statistiche) contempla grandi regioni socio-economiche composte da piu’ regioni di base in cui si suddivide lo Stato Italiano in undici unità, nonchè secondo la Fondazione Agnelli in cui si sostiene l’impossibilità di giungere ad un vero federalismo dato il numero eccessivo delle regioni dello Stato italiano

MODIFICA DELL’ART 116 DELLA COSTITUZIONE Art 1

1 Nel primo comma dell’art. 116 della Costituzione dopo le parole “ la Valle d’Aosta /Valle d’Aoste” aggiungere “ La Provincia di Brescia”

PARTE NOTIZIALE

( aggiornata alla data di presentazione del progetto)

Nota all’art. 1

Articolo 116 (1)

Il Friuli-Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige /Sudtirol e la Valle d’Aosta/Valle d’Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali addottati con legge costituzionale

(2)

La regione Trentino-Alto Adige/Sudtirol è costituita dalle Provincie Autonome di Trento e di Bolzano

Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’art. 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l, limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della regione interessata, sentitigli enti locali nel rispetto dei principi di cui all’art. 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.

(1)     L’art. 116 è stato sostituito dall’art.2 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n 3. Il testo originario dell’articolo era il seguente : “Alla Sicilia, alla Sardegna, al Trentino- Alto Adige, al Friuli- Venezia Giulia e alla Valle d’Aosta sono attribuite forme e condizioni particolari di autonomia, secondo statuti speciali adottati con leggi costituzionali”.

(2)     (2)     Si riporta di seguito lart. 10, recante disposizioni transitorie, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n 3: “ 1. Sino all’adeguamento dei rispettivi statuti, le disposizioni della presente legge costituzionale si applicano anche alle Regioni a statuto speciale ed alle Provincie autonome di Trento e di Bolzano per le parti in cui prevedono forme d autonomia piu’ ampie rispetto a quelle già attribuite”.

MODIFICA DELL’ART. 116 DELLA COSTITUZIONE

Art. 1

1.           Nel primo comma dell’articolo 116 della Costituzione dopo le parole” La Valle d’Aosta/Valle’e d’Aoste “ aggiungere “ e la Provincia di Brescia”

Si impegna

Il Presidente e la giunta  della Provincia di Brescia ad inoltrare alla Regione Lombardia, ai sensi dell’art 34 dello statuto regionale lombardo, il testo di proposta di legge, per mettere in atto tutte le iniziative istituzionali, politiche e amministrative idonee a promuovere presso il Parlamento la medesima proposta di legge.

                                                                              Consigliere Provinciale

                                                                            Giulio Arrighini