Mozione Brescia 29/03/2005

Brescia 29 marzo 2005

Alla Presidentedel Consiglio Provinciale

Avv. Paola Vilardi

 

Ai Capigruppo consiliari

LL.SS.

MOZIONE

IL CONSIGLIO PROVINCIALE

Premesso che:

¡ in Regione Lombardia è in corso l’istruttoria sull’individuazione del nuovo Ente Gestore della regolazione delle acque del Lago d’Idro;

¡ che la Regione Lombardia ha espresso nella riunione del 14 marzo 2005, tenutasi presso la Direzione Generale del Servizio di Pubblica Utilità, il desiderato di affidare la gestione al Consorzio del Chiese, ente costituito dai soli interessi irrigui ed industriali;

¡ che tale ente per struttura, con posizione e scopi istituzionali non può essere considerato ente idoneo a garantire l’utilizzo delle acque anche in funzione del preminente interesse e tutela e salvaguardia della fruibilità ambientale e turistica della risorsa idrica, essendo stato completamente permesso il coinvolgimento delle comunità rivierasche e di tutti quegli altri soggetti che perseguono lo scopo di favorire anche un uso non produttivo della stessa risorsa idrica;

¡ che le comunità rivierasche, coordinate dalla Comunità Montana, hanno prospettata nelle opportune sedi, istituzionale e politica, la proposta di costituire un ente paritario cioè rappresentativo in ugual modo degli interessi produttivi e non, formulando al riguardo una bozza di statuto;

¡ che la proposta sopra richiamata tiene in massimo conto del parere espresso dall’autorità di Bacino, che per quasi dieci anni ha seguito le vicende del Lago, circa la necessità di costituire un Ente che sia espressione dei plurimi interessi direttamente e/o indirettamente coinvolti nell’utilizzo dell’acqua del Lago d’Idro;

¡ che negli ultimi mesi le genti della Valle Sabbia e non solo si sono mobilitate con diverse iniziative (raccolta firme, manifestazioni, costituzione dell’associazione “Le Donne del Lago”, convegno sulle sorti del lago, sfilata alla Rocca d’Anfo ed altre ancora) al fine di sensibilizzare le pubbliche istituzioni sulla delicata questione in oggetto;

¡ che nella riunione sopra citata gli amministratori dei Comuni rivieraschi e della Comunità Montana hanno deciso di abbandonare le tavole delle trattative stigmatizzando, con questo gesto forte, la scelta che la Regione è in procinto di assumere di affidare al Consorzio del Chiese, espressione dei soli interessi irrigui, la gestione delle sorti del Lago d’Idro e la volontà da essa così manifestata di proseguire in un’impostazione datata che non ha più ragione di essere in considerazione dei mutamenti avvenuti nel contesto sociale, economico, ambientale riguardo un utilizzo della risorsa idrica che si ponga lo scopo di salvaguardare anche i diritti delle future generazioni;

¡ che il clima di forte contrapposizione che è venuto a determinarsi rischia di avere conseguenze gravissime sulla popolazione, sugli interessi in gioco, sugli equilibri complessivi del sistema, aprendo un contenzioso che mette una grossa ipoteca sulle possibilità di dare risposte immediate, certe, convincenti alle complesse tematiche ambientali, di utilizzo della risorsa idrica, di rischio idraulico, che attanagliano in questo preciso momento il Lago d’Idro e le comunità che da esso traggono alimento;

¡ che a fronte di questo scenario, la Politica deve dimostrare il coraggio di riprendersi il suo ruolo di sintesi e di mediazione.

IMPEGNA IL PRESIDENTE

1) affinché voglia assumere ogni iniziativa ritenuta opportuna e necessaria al fine di convincere la Regione Lombardia ad interrompere l’istruttoria in atto, soprassedendo sulla scelta di nominare il Consorzio del Chiese, espressione dei soli interessi irrigui ed industriali, quale nuovo Ente gestore del Lago d’Idro;

2) affinché voglia assumere l’iniziativa politica di riunire le parti interessate alla vicenda in questione per aprire un negoziato che si ponga come obiettivo l’individuazione di un Ente gestore che sia espressione in modo partitico dei plurimi interessi in gioco, secondo le indicazioni e le proposte formulate dalle Comunità rivierasche nella bozza di statuto di seguito allegata;

3) affinchè tenga costantemente informato il Consiglio Provinciale sull’evoluzione della vicenda.